Castelli della Lunigiana

Oltre un centinaio di castelli punteggiava, durante il Medioevo, la Lunigiana. Le origini di quelli più antichi affondano le radici ai tempi in cui i Longobardi dominavano gran parte della pianura padana e cercando uno sbocco verso il mare individuarono nel Passo della Cisa il naturale passaggio tra la catena appenninica. Quelli che trovate descritti di seguito sono soltanto alcuni di quelli che, innumerevoli, tuttora popolano quest'area caratterizzando la fisionomia con bastioni e torri.

Castello Malaspina a Fosdinovo

Così come non c'è rosa senza spina, non c'è castello che non nasconda, tra le sue mura, antichi segreti. E tanti sono quelli che si celano dietro l'imponente mole di quel castello di Fosdinovo che, dall'"altura ventosa, con le sue torri rotonde" (D'Annunzio), domina il borgo sottostante, gran parte della costa Tirrenica e della val di Magra. Posizione ideale per controllare la Lunigiana e lo sbocco al mare delle sue strade e dei suoi valichi appenninici. Non stupisce dunque che nel Trecento i signori di Massa vi abbiano voluto innalzare questa dimora fortificata, successivamente ampliata, nella quale vissero per molti secoli e in cui tuttora abita il fantasma di Maria Bianca. Nelle notti di luna piena, si dice che la figlia del marchese vaghi per le stanze del maniero senza tregua, con una veste bianca ed i capelli lunghissimi sciolti sulle spalle, tuttora imprigionata tra quelle pareti che la videro morire; lei, murata viva a soli sedici anni, rea di essersi innamorata dello stalliere.

Per sentire un brivido scorrere lungo la schiena non è necessario incontrare questo infelice spirito, sarà sufficiente visitare la sala del trabocchetto, detta anche dei tormenti, dove, posta al centro della camera da letto, è ben visibile la botola da cui la crudele marchesa Cristina Adelaide Pallavicino faceva precipitare alcuni dei suoi amanti: un breve volo su una foresta di coltelli appuntiti.

Tra coloro che avrebbero varcato il portone del castello si ricorda il sommo Dante Alighieri. Da quella "stanza, angusta e nuda come una cella", in cui fu ospitato "egli poteva vedere per la sua finestra al termine di ogni giornata le creste formidabili delle Alpi marmifere infiammarsi e dominare la val di Magra già sommersa nell'ombra e nel silenzio" come scrive D'Annunzio. In questa camera si verificherebbero talvolta avvenimenti inspiegabili: statue che si spostano da sole e ombre evanescenti viste di notte attraverso le finestre.

Districandovi in questa giungla di leggende, di misteri sigillati per secoli come pertugi nascosti, visitate le cucine, la stanza delle armi, la sala da prazo ed infine prendete un bel respiro di fronte allo splendido e ampio panorama che si spalanca percorrendo l'alto camminamento tra merli ghibellini. Nelle giornate terse lo sguardo abbraccia la Gorgona, la Capraia sino a raggiungere la Corsica.

Orario di apertura
tutti i giorni, escluso il martedì, con visite guidate

Telefono 0187 68891

Manifestazioni

  • Rassegna "Suoni di Primavera" in Aprile
  • Fiera dei santi Pietro e Paolo in Giugno
  • Festa medievale in Luglio.

Castello Malaspina di Castevoli

Nato da una piccola fortezza, il castello subì nel Cinquecento una serie di interventi che ne fecero una confortevole residenza per Tommaso Malaspina, che riorganizzò l'intero borgo.

Tra le molte leggende che si tramandano nella terra di Lunigiana, ve n'è una che aleggia anche intorno alle mura di questo palazzo. Si racconta infatti che verso la fine del Settecento un giovane, travestitosi da donna, sarebbe stato accolto dal marchese nella sua camera da letto e qui lo avrebbe accollelato per vendicare i numerosi soprusi commessi in nome dello jus primae noctis. La storia conferma che una rivolta ci fu ma sarebbe in realtà stata causata soprattutto dalle pesanti tasse imposte alla popolazione. È il tramonto per la signoria dei Malaspina, spentasi nel 1797.

Da allora il castello è rimasto abbandonato, tornando a vivere solo nel 1990 grazie all'opera di restauro voluta dal pittore Loris Nelson Ricci che ne ha curato la riapertura come Centro Culturale Internazionale nel campo dell'arte.

Orari di apertura
Visite su appuntamento per gruppi interessati a conoscere l'artista e la sua opera

Telefono 0187 850500; 0187 850490

Manifestazioni

  • Esposizioni dell’artista, riunioni culturali e artistiche

Castello Malaspina della Verrucola

Teatro di sanguinose lotte, questo castello subì l’assedio di Castruccio Castracani che lo violò nel 1317. Soltanto dopo la morte di questo valoroso uomo d'arme lucchese, il marchese Spinetta Malaspina riuscì a reimposessarsene, dando il via alla costruzione delle torri di fiancheggiamento accanto al mastio originario ed al completamento delle mura esterne, che caratterizzano l'aspetto attuale della fortezza, nobile esempio di architettura medievale. Nel Quattrocento si eresse, addossata al castello, la chiesa con loggiato ad archi in pietra serena.

Da un punto di vista strutturale, riveste un particolare interesse la volta della sala d'armi a pian terreno, impostata sul massiccio pilastro centrale ottagonale. Caduto in stato di abbadono con la fine della signoria dei Malaspina, il castello è stato restaurato dallo scultore Pietro Cascella, attuale proprietario, rendendo così possibile ammirare uno dei complessi fortificati lunigianesi più suggestivi.

Orari di apertura
Visite su appuntamento

Telefono 0585 92466 / 92444

Castello Aghinolfi di Montignoso

Già nel nome si scorge traccia della sua antica origine longobarda. Anticamente fu il più potente castello della valle e rifugio sicuro per la popolazione locale in caso di pericolo.

Oggi, al visitatore che percorre una via sterrata si presentano solo dei ruderi la cui imponenza però testimonia l'antico splendore di questo castello che fu al centro di lotte secolari, conteso dalle comunità di Lucca e di Pisa, dalla signoria dei vescovi di Luni, dai Malaspina e dai loro consanguinei Marchesi di Massa. Motivo delle dispute fu la sua posizione strategica, mantenuta anche in periodi recenti quando nel 1945 divenne il caposaldo principale della Linea Gotica tirrenica delle truppe tedesche.

Lavorando un po' di fantasia, ascoltando i racconti delle guide e aiutati da ricostruzioni virtuali, procediamo alla visita di questo castello cercando di immaginare come doveva essere. Partiamo dal primo cortile, delimitato da un'ampia cinta muraria, in cui erano collocati un tempo numerosi edifici, di cui restano alcune tracce. Proseguendo in direzione sud, attraverso un percorso scavato nella roccia e riparato verso mare da un parapetto, la strada raggiunge la parte alta del castello. Al termine della rampa si trovava una porta protetta da un ponte levatoio, da qui si accedeva ad un secondo cortile, la parte più interna del castello. Varcata questa porta si trovava sulla sinistra la piazza d'armi, contraddistinta da un camminamento e dominata dal mastio.

Orari di apertura
Dal 1 al 30 Giugno: tutte le domeniche 16-18.30
Dal 1 Luglio al 14 Settembre: tutti i giorni tranne lunedì 16.30-19.30
Dal 15 Settembre al 31 Maggio: tutte le domeniche e festivi 15-17.30)

Telefono 0585 8271204 / 226

Castello del Piagnaro di Pontremoli

Costruito originariamente in epoca longobarda, questo castello si erge su un colle che domina la Val di Magra, in una posizione strategica che ha fatto gola a imperatori, re e condottieri. Per questo motivo, nel corso dei secoli, il castello è stato spesso cinto d'assedio, ha fronteggiato diversi assalti, ha subito molte distruzioni per poi tornare, ogni volta, a svettare alla sommità dell'abitato di Pontremoli. Come quella volta nel 1252 quando fu abbattuto da Federico II e, cinque anni dopo, ricostruito dal figlio Enzo.

L'entrata principale introduce, attraverso un androne, in un'ampia corte. Salendo lungo una gradinata, si raggiunge la parte più antica formata da un torrione semicircolare risalente al Quattrocento, mentre la parte mediana e quella inferiore sono rifacimenti più tardi.

Dopo essere stato sede di governatori militari, caserma militare, rifugio di famiglie povere, il castello ospita attualmente nelle sue sale l'interessante Museo delle statue-stele della Lunigiana.

Orari di apertura
Dal 1 al 30 Aprile: da martedì a domenica (chiuso il lunedì) 9-12 e 14.30-18
Dal 1 Maggio al 30 Settembre: tutti i giorni 9-12.30 e 15-18.30
Dal 1 Ottobre al 31 Marzo: 9-12 e 14-17 Chiuso il lunedi e nel periodo dal 24 al 26 dicembre

Telefono 0187-831439

Manifestazioni

  • Manifestazioni culturali e ricreative

Castello di Malgrate

Arroccato su un colle che ne esalta la posizione strategica, il castello è stato eretto con funzioni difensive, divenendo nel Trecento la residenza del signore feudale. Sul maniero svetta la slanciata torre cilindrica ed il tutto è protetto da una solida cerchia muraria.
Appartenuto nel Medioevo ai Malaspina, il feudo nel 1641 fu acquistato dai marchesi Ariberti di Cremona che portarono a termine la trasformazione della residenza fortificata in elegante palazzo signorile. Sul corpo di guardia della porta del borgo, fu costruita la cappella del castello intitolata a san Celso. Dopo gli Aliberti, iniziò una fase di decadenza, durante la quale l'edificio divenne anche deposito agricolo. Oggi, grazie a vari restauri, ha l'aspetto della classica fortezza medievale con cortina muraria, dotata di merlatura guelfa e mura scarpate, feritoie, torrette angolari sporgenti, camminamento di ronda e mastio centrale.

Orari di apertura
Luglio-Settembre: 9.30-12.20 e 16-19
Orari invernale: visite guidate su prenotazione per comitive e scolaresche

Telefono 0187 404400; 0187 409077

Manifestazioni

  • Convegni

Fortezza della Brunella

Questo magnifico esempio di architettura militare cinquecentesca, si presenta come una possente costruzione a pianta quadrata, circondata da un profondo fossato, con quattro grossi puntoni triangolari. Situata alla confluenza tra i fiumi Magra e Aulella, è in una posizione ideale per sorvegliare le due vallate. All'origine del suo nome sta il colore dello sperone di roccia vulcanica sopra il quale si eleva e da cui è stato prelevato il materiale per la sua costruzione.

Molti punti interrogativi adombrano la storia di questo edificio: la sua data di costruzione, l'architetto che la progettò ed il committente. Nella miriade di ipotesi formulate tre sono le più convincenti. La prima fa risalire la costruzione a un esponente della famiglia dei Medici, Giovanni dalle Bande Nere, entrato in possesso del feudo di Aulla nel 1522. Tale teoria risulta avvalorata dagli studi in base ai quali si riconosce nell'artefice della Brunella Antonio da Sangallo il Vecchio, architetto mediceo. La seconda ipotesi attribuisce la costruzione ad Adamo Centurione, esponente di una casata genovese, divenuto proprietario del feudo di Aulla nel 1543. Infine, la terza ipotesi data l'opera alla fine del Quattrocento per volere del signore di Aulla di quei tempi, ossia Jacopo Ambrogio Malaspina. È questa la versione dei fatti più accreditata da vari studiosi, essendo la più consona con determinate caratteristiche architettoniche della fortezza.
Dopo un periodo di declino, nel 1920 fu acquistata dai conuigi inglesi Waterfield e ristrutturata per adibirla a lussuosa residenza signorile. Non solo l'edificio, ma anche lo spazio circostante è interessato da questi interventi. La piazzaforte diventa un giardino pensile e un folto bosco di lecci è piantato sulla collina, allora spoglia.
Ritornata di proprietà dello stato è stata usata per allestire il Museo di storia naturale della Lunigiana in cui è raccolto il materiale che illustra gli aspetti più significativi del territorio lunigianese quali la macchia mediterranea, il bosco ceduo, il castagneto, le faggete, le coltivazioni e le grotte. All'esterno, nel parco della fortezza è visitabile un orto botanico di grande interesse.

Orari di apertura
Marzo-Maggio e Ottobre: 9-12 e 15-18 parco 15-18.30
Giugno - Settembre: 9-12 e 16-19 parco 16-19.30
Novembre-Febbraio: 9-12 e 14-17 parco 14-17.30

Telefono 0187 400252 / 409077