Abbazia di San Galgano

C'era una volta una spada nella roccia, questa spada apparteneva ad un giovane cavaliere... e se pensate si tratti di re Artù allora siete in errore, infatti per trovare la spada nella roccia non occorre che andiate alla ricerca della leggendaria Camelot, è sufficiente recarsi al piccolo eremo di san Galgano, cui fa da scenario il paesaggio da fiaba della Val di Merse.

Qui infatti nel XII secolo il nobile cavaliere Galgano Guidotti conficcò la sua spada nella roccia, deciso ad abbandonare le armi e gli agi di un'esistenza dissoluta per abbracciare la povertà e la solitudine di una vita eremitica. Poco dopo la sua morte, Galgano fu canonizzato ed il suo corpo sepolto in questo luogo dove, a distanza di oltre 800 anni, è ancora visibile la spada infissa nella roccia, l'unico miracolo noto di questo santo. Ben presto alcuni Cistercensi vi fondarono uno dei tanti monasteri, di cui si rivestì l'Europa in questo periodo, indice della felice espansione di quest'ordine.

Eremo

È questo il nucleo originale del complesso cistercense: un piccolo edificio romanico la cui pianta insolitamente circolare ha fatto sì che sia noto anche con il nome di Rotonda. Al suo interno, oltre alle spoglie del santo, sono custoditi altri inaspettati tesori, si tratta degli splendidi affreschi che Ambrogio Lorenzetti, celeberrimo pittore senese del Trecento, dipinse nella cappella quadrata annessa al corpo circolare.

Abbazia

Difficilmente le parole possono rendere la sublime bellezza di questo edifcio in cui natura e arte si compenetrano giungendo ad una assoluta armonia, come raramente accade.

Dopo avere conosciuto un periodo di splendore, in cui svolse la funzione di centro spirituale e di ricovero per pellegrini e viandanti, l'edificio, abbandonato sempre più dai monaci, subì un lento ma inesorabile declino che determinò la caduta del tetto. Ciò che un tempo fu segno di decadenza conferisce oggi a questo luogo un fascino tale da lasciare a bocca aperta i visitatori. Pervasi da un alone di misteriosa sacralità, può capitare di sentirsi improvvisamente piccoli di fronte a questa abbazia che fonde elementi gotici ad altri romanici.

Tra questi ultimi sono da ammirare i bei capitelli scolpiti in cui sono riprodotti vari motivi ornamentali, particolarmente curioso è il primo a sinistra da cui si affaccia il volto di Ugolino di Maffeo, maestro-capo degli intagliatori di pietra. Sono soprattutto i tratti di matrice goticheggiante a caratterizzare la fisionomia di questa chiesa, facendone uno degli esempi più insigni di architettura gotica in Italia.

Poderose mura secolari si stagliano contro la volta celeste che ha sostituito quella architettonica, permettendo all'aria, alla luce di penetrare in ogni luogo e di dar vita, soprattutto al tramonto, a effetti di meravigliosa suggestione. Allo stesso modo il pavimento ha lasciato il posto al naturale manto erboso

La spettacolarità di questo posto deve avere incantato il regista russo Tarkovskij che volle girarvi la scena finale di uno dei suoi film più intensamente spirituali: Nostalghia.

Sito web: www.sangalgano.info

Informazioni presso l'agenzia per il turismo di Siena
Telefono: 0577 280551

Come arrivare

  • In treno
    Dalla stazione ferroviaria di Siena si prenda l'autobus di linea della compagnia F.M.F. (Ferrovia Massa-Follonica) che porta fino a San Galgano (unica corsa alle 14.05 e ritorno per Siena alle 17.15). 
  • In aereo
    L'aeroporto più vicino è quello di Pisa a 190 km 

Manifestazioni

  • Giugno: Festa medievale
  • Durante tutto l'anno: concerti di canto gregoriano