Film nella provincia di Arezzo

Al confine tra Umbria e Toscana, sorge sopra un alto colle la nobile Cortona. Le vicissitudini storiche di questo antico borgo si sono intrecciate nel corso dei secoli con i nomi di illustri artisti che qui sono nati, proprio come Luca Signorelli, cui la città ha dedicato il Teatro, dove sono state girate alcune sequenze di Sotto il sole della Toscana. Ed è un film veramente solare questo diretto da Audrey Wells, la cui protagonista, la scrittrice americana Frances Mayes ritrova, dopo il divorzio, la forza per credere e realizzare i propri sogni e la voglia di godere appieno della vita proprio durante un soggiorno, destinato a divenire permanente, nella provincia aretina. Come lei, anche voi lasciatevi conquistare dalla bellezza di questa zona, passeggiate per le vie di Cortona, intrise di storia e arte, e ammirate lo spettacolo naturale che si estende ai vostri occhi: un dolce altalenarsi di colli profilati di pioppi e cipressi e valli su cui, in estate, si adagiano vasti tappeti di girasoli e papaveri. Non potrete non innamorarvi di questi luoghi dove è possibile respirare il fascino del passato e gustare la genuinità di sapori mai mutati nel tempo, come la carne chinina, razza allevata esclusivamente in quest’area da cui prende il nome: la Valdichiana.

Percorrete questa vallata, che si presenta come una scacchiera di campi ora coltivati a grano, a vigneti, a uliveti, ora destinati al pascolo, sino a raggiungere Arezzo. Passeggiando per le vie del centro e girando per piazza Grande e piazza del Duomo potrete riconoscere alcuni degli scenari che hanno fatto da sfondo a La vita è bella, film con cui Roberto Benigni ha fatto incetta di premi, dal David di Donatello al Gran Premio della Giuria a Cannes sino a vincere tre Oscar. Se non ricordate quale scena è stata girata in un determinato posto, non preoccupatevi, a memoria delle riprese infatti sono state affisse nel centro delle targhe che vi forniranno tali informazioni. Visitando questa città non dimenticate di passare dalla chiesa di San Francesco la cui abside è stata affrescata da Piero della Francesca, protagonista della mostra Piero della Francesca e le corti italiane che, aperta sino al 22 luglio, si presenta come un affascinante viaggio attraverso i luoghi di origine dell’artista, gli stessi luoghi lungo i quali si snoda il vostro itinerario.

Quindi, procedendo lungo le orme di pierfrancescana memoria, giungete a Monterchi, piccolo gioiello della Valtiberina che custodisce la Madonna del parto. A questo bellissimo dipinto del grande pittore italiano il regista russo Tarkoskij ha dedicato in Nostalgia la scena suggestiva della processione che fino a pochi ani fa vedeva effettivamente le donne, in segno di ringraziamento o di invocazione per una prossima maternità, recarsi dinanzi alla celebre Vergine. Non è un caso che Tarkoskij, solito realizzare film enigmatici e profondi, abbia voluto rendere omaggio a Piero della Francesca introducendo in Nostalghia una delle sue opere più enigmatiche.

Come un bravo investigatore alla ricerca della soluzione, recatevi a cercare ulteriori indizi nel luogo che gli ha dato i natali: Borgo Sansepolcro. La presenza di un capolavoro, come la Resurrezione, vale già di per sé la visita a questo centro, se però vi capitate all’inizio di settembre potrete anche assistere al palio della balestra, durante il quale gli sbandieratori, nei loro fedeli costumi medievali, si esibiscono agitando le loro bandiere con evoluzioni ed acrobazie, al suono dei rulli di tamburo e degli squilli di tromba. Un vero e proprio tripudio di colori, una festa per gli occhi degli spettatori, come Frances Mayes che assiste allo spettacolo Sotto il sole della Toscana.